TIMELINE


Negli anni '80, in Italia si costituiva la base di un look distintivo creato da un gruppo di adolescenti della classe medio-alta milanese denominati Paninari, e presto si diffuse in tutta Italia per diventare una subcultura di stile. Gli adolescenti italiani erano appassionati di film americani, sitcom e cartoni animati, che diventarono straordinariamente popolari e influenzarono il loro stile. Invece di altri movimenti giovanili urbani i Paninari indossavano i propri status symbol. La loro eredità vive sotto forma di canzoni di Pet Shop Boys. Hanno abbracciato uno sguardo sportivo americano, indossato con inconfondibile panache italiana. I 501 Levi Blue sono stati arrotolati alla caviglia per rivelare i calzini di Burlington Argyle all' interno degli scarponi o delle scarpe Timberland e combinati con quelli di magliette Americanino o Best Company, drappeggiate sulle spalle e legate al torace. Nonostante l'eleganza classica italiana, Paninari non ha discriminato i progettisti italiani: le etichette sviluppate da Armani e Versace si sono rivelate popolari per i jeans logo e altri marchi di lusso, come Fiorucci, Trussardi, Stone Island e CP Company. L'accessorio più desiderabile per un Paninaro era un orologio Rolex Daytona. L'acquisizione di questi simboli, combinata con un senso moderno di rabbia, è stata la chiave per trovare la propria autocostruzione creativa.

1978

  • Adolfo Bardelle, autista di ambulanze all'ospedale di Chioggia fonda l'azienda assieme ai soci Eugenio "gegè" Schiena e Renzo Franco. Per la produzione dei capi disegnati, Bardelle si appoggia all'azienda tessile della moglie, Elisabetta Converso. La prima sede dell'azienda si stabilisce in alcuni capannoni in via Dalmazia a Cavarzere.

  • Adolfo Bardelle, autista di ambulanze all'ospedale di Chioggia fonda l'azienda assieme ai soci Eugenio "gegè" Schiena e Renzo Franco. Per la produzione dei capi disegnati, Bardelle si appoggia all'azienda tessile della moglie, Elisabetta Converso. La prima sede dell'azienda si stabilisce in alcuni capannoni in via Dalmazia a Cavarzere.

1981

  • Il successo degli anni ottanta spinge l'azienda a cercare nuove località per la produzione: viene scelta la cittadina di Pegolotte di Cona, a Venezia. Assieme ad altri marchi di abbigliamentoi capi Americanino sono scelti anche grazie ad una accorta campagna di marketing capace di risaltarne gli elementi distintivi.

  • Il successo degli anni ottanta spinge l'azienda a cercare nuove località per la produzione: viene scelta la cittadina di Pegolotte di Cona, a Venezia. Assieme ad altri marchi di abbigliamentoi capi Americanino sono scelti anche grazie ad una accorta campagna di marketing capace di risaltarne gli elementi distintivi.

1985

  • Nel 1985, Americanino si fonde con l'azienda che inizialmente aveva utilizzato per la produzione e con la quale continua ad operare. L'azienda che ne deriva mantiene il nome Americanino. Nello stesso periodo, nel pieno del successo imrenditoriale, vengono introdotti nuovi sottomarchi quali Outsider, Kinghino e Frank Scozzese, uno di tali marchi, pensato per la jeanseria di lusso, chiamato Cohen, sarà poi rilanciato dal figlio del proprietario negli anni Duemila.

  • Nel 1985, Americanino si fonde con l'azienda che inizialmente aveva utilizzato per la produzione e con la quale continua ad operare. L'azienda che ne deriva mantiene il nome Americanino. Nello stesso periodo, nel pieno del successo imrenditoriale, vengono introdotti nuovi sottomarchi quali Outsider, Kinghino e Frank Scozzese, uno di tali marchi, pensato per la jeanseria di lusso, chiamato Cohen, sarà poi rilanciato dal figlio del proprietario negli anni Duemila.

1986

  • "Cult per i paninari". Più che un semplice brand, i capi Americanino sono un' icona per migliaia di giovani.

  • "Cult per i paninari". Più che un semplice brand, i capi Americanino sono un' icona per migliaia di giovani.

1990

  • Nei primi anni novanta, i tentativi dell' azienda di adeguarsi alle nuove mode si confrontano con l'immagine, legata al mondo degli abiti da paninari, che l'azienda proiettava nell' immaginario dei consumatori. Il 13 Marzo 1990, la proprietà, spostando la sede da Padova a Rovereto, decide di adottare un nuovo nome, nasce Rinomate jeanserie S.p.A.

  • Nei primi anni novanta, i tentativi dell' azienda di adeguarsi alle nuove mode si confrontano con l'immagine, legata al mondo degli abiti da paninari, che l'azienda proiettava nell' immaginario dei consumatori. Il 13 Marzo 1990, la proprietà, spostando la sede da Padova a Rovereto, decide di adottare un nuovo nome, nasce Rinomate jeanserie S.p.A.

1992

  • Nel 1992, inizia un nuovo capitolo della storia aziendale. Grazie al grande valore materiale ed immateriale della marca e dei suoi prodotti, alcune società estere decidono di investire sul marchio, incoraggiando cosi la produzione e la presenza del brand nel panorama internazionale.

  • Nel 1992, inizia un nuovo capitolo della storia aziendale. Grazie al grande valore materiale ed immateriale della marca e dei suoi prodotti, alcune società estere decidono di investire sul marchio, incoraggiando cosi la produzione e la presenza del brand nel panorama internazionale.

2000

  • Qualità e cura dei particolari sono i tratti che portano all' espansione globale del marchio.

  • Qualità e cura dei particolari sono i tratti che portano all' espansione globale del marchio.

2009

  • I marchi, a differenza delle aziende, nonmuoiono. Possono essere "sleeping brand" ma mantengono un valore. Possono essere usati come biglietti da visita con banche e fornitori. E poi, al momento giusto, lanciati di nuovo sul mercato.

  • I marchi, a differenza delle aziende, nonmuoiono. Possono essere "sleeping brand" ma mantengono un valore. Possono essere usati come biglietti da visita con banche e fornitori. E poi, al momento giusto, lanciati di nuovo sul mercato.

2013

  • La strategia imprenditoriale attuata dal marchio, riesce a sdoganare il jeans da un ambito esclusivamente casualwear e "vestire con il denim l'avvocato e il notaio". La formula risulta vincente. Nonostante la dimensione internazionale raggiunta dal brand, la strategia è quella di supportare il made in Italy, producendo collezioni nel territorio, dove è presente una continua e accurata ricerca e sperimentazione.

  • La strategia imprenditoriale attuata dal marchio, riesce a sdoganare il jeans da un ambito esclusivamente casualwear e "vestire con il denim l'avvocato e il notaio". La formula risulta vincente. Nonostante la dimensione internazionale raggiunta dal brand, la strategia è quella di supportare il made in Italy, producendo collezioni nel territorio, dove è presente una continua e accurata ricerca e sperimentazione.

2017

  • Oggi il marchio è stato acquistato da Brand Diffusion, azienda che vanta nel suo portafoglio marchi come Marina Yachting e Henry Cotton's, grazie ad un consolidato rapporto con partner industriali capaci di garantire lo sviluppo delle linee dell' azienda. Il nuovo corso del marchio, insieme a Brand Diffusion vedrà la luce nel 2017 con l'inaugura zione di uno store a Torino, seguito nel 2018 dallo store milanese. L' obiettivo del nuovo piano di sviluppo è quello di garantire al marchio un giro d'affari stimato da 20 milioni nell' arco dei prossimi 5 anni.

  • Oggi il marchio è stato acquistato da Brand Diffusion, azienda che vanta nel suo portafoglio marchi come Marina Yachting e Henry Cotton's, grazie ad un consolidato rapporto con partner industriali capaci di garantire lo sviluppo delle linee dell' azienda. Il nuovo corso del marchio, insieme a Brand Diffusion vedrà la luce nel 2017 con l'inaugura zione di uno store a Torino, seguito nel 2018 dallo store milanese. L' obiettivo del nuovo piano di sviluppo è quello di garantire al marchio un giro d'affari stimato da 20 milioni nell' arco dei prossimi 5 anni.